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sabato, 02 febbraio 2008

Passeggiando con Boomer.

 

Qualche anno fa avevo uno Yorkshire di nome Boomer.

Non so perché ieri notte ho sognato di passeggiare con lui.

Quell’immagine mi è rimasta in mente per tutta la giornata e sono stato pervaso da una grande malinconia.

Ricordo di quando si appallottolava sulle mie gambe mentre vedevo la tv, abbiamo visto un sacco di film horror insieme.

Ricordo di come attirava la mia attenzione quando aveva bisogno di uscire.

Ricordo che a volte usava la mia gamba per soddisfare le sue pulsioni sessuali.

Ricordo l’ultima notte in cui barcollava per casa tossendo e non riuscendo a stare dritto sulle sue zampe.

Ricordo quando è morto di edema polmonare sputando sangue dalla bocca mentre nella stanza del  veterinario c’ero solo io con lui e gli tenevo la zampa.

Ricordo anche quando ero in rotta con la mia famiglia a causa di una relazione non approvata dai miei genitori e l’ho trascurato essendo troppo preso dai miei problemi.

Lui mi guardava da lontano, tentava di avvicinarsi chiedendomi un po’ d’affetto ed io non sono stato in grado di dargliene.

A poco a poco mi ha evitato sempre di più dandomi affetto solo quando io ero disposto a stare un po’ con lui.

Oggi che ci ripenso sono pervaso dai sensi di colpa.

Penso di essermi comportato così con tanta gente in realtà.

Non ho una vita facile, non l’ho mai avuta e questo mi ha portato a trattare nello stesso modo anche tanta gente che avevo vicino e che ho perso negli anni, così come ho perso quei due anni e mezzo con Boomer.

In fondo ho trattato anche questo blog e tutti i miei amici che mi leggevano nello stesso modo.

Forse sono uno stronzo, o forse tutto deve andare così.

La vita ti fagocita sempre più non lasciando più posto a quei rapporti e a quelle persone con le quali hai vissuto tanti momenti della tua vita e tu ti fai fagocitare senza rendertene conto.

Caro Boomer, anche se non ci sei più voglio chiederti scusa per come mi sono comportato.

Non potremo più passeggiare insieme o guardare la tv e la cosa più terribile è che non posso ridarti i due anni e mezzo che ti ho rubato.

 

Sappi comunque che porto il tuo ricordo sempre con me.

 

Mi dispiace davvero.

postato da: Werewolf75 alle ore 18:00 | link | commenti (2)
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domenica, 17 dicembre 2006

Darkness

 

Oggi tutto è buio.

Piove.

Sono solo in casa.

La mia ragazza mi raggiunge dopo pranzo.

Silenzio.

Un’ombra si aggira per la mia casa.

Gira intorno al tavolo del mio pc.

Mi attraversa.

E’ il fantasma del mio passato.

Mi ricorda chi ero, cosa pensavo.

Mi è tornato l’amaro in bocca.

Era quasi un mese che non sentivo più questo sapore.

Mi rendo conto che in fondo mi piace.

Ci sono abituato…ci convivo da 31 anni.

Necrofilia e coprofagia…

…avranno mischiato merda al latte in polvere dei miei biberon.

Ora per assuefazione di tanto in tanto ho bisogno di un cucchiaino di quella maleodorante sostanza organica.

L’ho avuto.

Sto bene per un altro mesetto, forse di più.

Oggi pomeriggio mi passerà.

C’è chi sa farmi vedere che il mondo è diverso.

Grazie mia cara.

Fermati quanto vuoi, la mia porta è aperta e spero che tu non voglia mai utilizzarla per uscire.

In questo perimetro tutto va bene.

Fuori la guerra imperversa.

Qui c’è solo la pace ed un camino acceso.

Riscaldiamoci.

In silenzio.

postato da: Werewolf75 alle ore 13:39 | link | commenti (13)
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martedì, 14 novembre 2006

Rigenerazione

 

Leggero malessere…un po’ di debolezza…decido di rimanere in casa a riposare un po’…mi rimetto in pari col lavoro “esterno” per ricominciare da domani in modo più soft.

Penso ad una storia che ho sentito un po’ di tempo fa…

 

Lo Scorpione e la Rana

 

In prossimità di un fiume la Rana incontra lo Scorpione che le chiede aiuto ad attraversare il corso d’acqua.

“Ma sei uno scorpione, come posso fidarmi di te?” disse la Rana.

Lo Scorpione dopo ore di discussione convinse la Rana ad aiutarlo, salì sul suo dorso e cominciarono la traversata.

A metà del fiume lo Scorpione con gesto fulmineo punse la Rana.

“Visto che hai fatto? Ora moriremo entrambi!” disse la Rana.

Lo Scorpione rispose: “Non posso farci nulla, sono uno scorpione…”

 

 Effettivamente riflettevo sull’immutabilità delle cose e su quanto sia difficile “abituarsi a se stessi”.

Quante volte immaginiamo di essere quello che non siamo, tentiamo di adattarci a degli standard esterni, ci immaginiamo la mattina cantanti rock e la sera grandi manager d’azienda.

Poi ti confronti con la realtà. Sei quello che sei, hai le tue attitudini, i tuoi difetti, le tue qualità…tutto sembra ricondurre ad un percorso che evidentemente è già stato tracciato e dal quale non puoi scappare.

Non dò a tutto questo un’accezione negativa, anzi…è solo il punto di partenza per raggiungere la felicità e l’appagamento da ogni punto di vista.

Se sei un bravo tennista è inutile che tu ti metta a giocare a calcio o magari puoi anche farlo, ma senza alcuna aspettativa.

Mi guardo indietro…tento di trovare il minimo comune multiplo di tutti gli avvenimenti che hanno caratterizzato la mia vita, gli elementi di continuità.

E scopro che in fondo tutto va bene, che gli unici errori che ho commesso si sono verificati quando sono sceso sul campo da calcio con la polo, i calzoncini e la racchetta in mano.

Ma anche quello doveva essere fatto…serviva a misurarmi…a capire dove potevo realmente arrivare e dove non era il caso che mi spingessi.

Da oggi, anzi da ieri, tutto cambierà.

Voglio sorridere a tutto quello che mi circonda, voglio pace, tranquillità, voglio mangiare tutto quello che mi piace, voglio stare vicino ai miei veri amici e allontanare tutti gli altri “vampiri”, voglio avere successo nel lavoro (questo non è mai mancato ma non basta mai), voglio una casa tutta mia, le mie cose intorno a me, il computer più grande del mondo con l’ADSL più veloce, la mia musica, i miei libri, i miei film, un cellulare con due rubriche distinte, una (piccola) con chi mi vuole bene e l’altra con tutti gli stronzi con cui lavoro ed ho rapporti mediamente materiali e se è possibile voglio anche due suonerie distinte per sapere in anticipo con chi sto per parlare, voglio scopare fino a quando non ce la faccio più e poi voglio le coccole, voglio dormire tutte le notti un lungo e profondo sonno perfetto.

Ah si…voglio anche un gatto nero con gli occhi di colore diverso.

E non è difficile…è sempre stato tutto a portata di mano…sarebbe semplicemente bastato essere più fedeli a se stessi, guardarsi un po’ meno intorno e fottersene della maggior parte delle persone e non perdere tempo dietro a chi non meritava attenzione.

 

In fondo….”Non posso farci nulla…sono uno scorpione”

 

n.d.a.

Quanto scritto oggi, in evidente disaccordo filosofico con i post precedenti, non è frutto né di qualche particolare avvenimento, né di uno stato di ubriachezza molesta, né tantomeno di uno dei tanti possibili “additivi da sigaretta”.

Mi sono solo svegliato così…spero di andare a dormire stasera nelle stesse condizioni e che la cosa vada avanti a lungo…

Rileggendo questo post mi rendo comunque conto che quelli dark/gothic/pessimisti/autodistruttivi/esistenzialisti sono di gran lunga più interessanti.

Mi scuso con gli eventuali lettori per l’incoerenza J

 

postato da: Werewolf75 alle ore 10:04 | link | commenti (11)
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domenica, 12 novembre 2006

…solo un saluto…

 

Un saluto a chi vuole uscirne sempre pulito

Un saluto a chi altera la realtà

Un saluto a chi non riesce ad essere intellettualmente onesto

Un saluto a chi attacca per non essere attaccato

Un saluto a chi fa delle proprie debolezze la propria attrattiva

Un saluto a chi si sta suicidando e un saluto a chi è già morto e non se ne accorge

Un saluto a chi pretende la comprensione degli altri ad ogni costo

Un saluto a chi guadagna la ragione con la compassione

Un saluto estremo a chi si ciba dei cadaveri altrui.

 

Vi saluto tutti e vi auguro ogni fortuna.

Esco mestamente di scena rimettendo ogni colpa per non giustificarla…non avrebbe senso…

Mi ciberò dei vostri dolori, mi eleverò dalla vostra mediocrità.

Un saluto affettuoso.

 

Il Lupo

(mai stato così tanto contento di essere solitario).

postato da: Werewolf75 alle ore 21:30 | link | commenti (2)
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domenica, 05 novembre 2006

La festa è finita

 

 

Silenzio.

La festa è finita.

Resto solo nella mia casa con gli avanzi di una meravigliosa serata. La mia casa era piena di gente che beveva, mangiava, si divertiva. Ora nulla. I piatti sporchi lasciati sul tavolo, i bicchieri semivuoti sparsi per tutta la stanza, posacenere pieni di cicche lasciati ovunque. Metto un cd a volume basso, spengo qualche luce e mi siedo sul divano, guardando ogni angolo di quel luogo confuso, ripensando a chi c’era, ai discorsi fatti, alle risate condivise.

In quella stanza sono nati sogni, amicizie, tanta gente si è avvicinata e tanta altra si è irrimediabilmente allontanata.

Una piccola porzione di mondo racchiusa in qualche metro quadro…ma c’era tutto, di tutto ed io orgoglioso della mia festa ora contemplo tutto ciò che ne resta.

Ora devo rimettere a posto…è arrivata la parte meno divertente e gratificante…non posso lasciare la mia casa così…non posso vivere in questo disordine.

Ma prenderò qualche minuto per me prima. Non ho voglia di ordine ora.

L’ordine è freddo, tutto uguale, non ha personalità, non racchiude ricordi…l’ordine è per insicuri.

Meglio questa confusione…ogni particolare mi riporta a qualcosa o a qualcuno.

Accendo una sigaretta…mi rilasso sul mio divano. E’ bello vedere come si consuma fino a sparire, la accendi, ti regala qualche istante di felicità a scapito della sua stessa essenza e pian piano si consuma, lasciandoti un sapore a volte aspro ma piacevole che man mano tende a svanire.

Quando finisce la spengo sul posacenere e lascio ciò che resta insieme alle altre cicche.

Per un attimo ricordo quando anni addietro ho cominciato a fumare. La prima sigaretta è stata fantastica, aveva un sapore nuovo, dava giramenti di testa e un piacevole torpore ovunque.

Forse è quello il trucco, cominci a fumare e dalla seconda sigaretta in poi cerchi le stesse sensazioni che ti ha dato la prima. Ma non le ritrovi più. Solo qualche volta sembri gustarne qualcuna in modo intenso ma per lo più sono tutte uguali.

Mi alzo per rimettere in ordine, con un po’ di malinconia in realtà. Prendo un oggetto alla volta, lo pulisco e lo rimetto a posto. Butto tutto ciò che non serve più in un grosso sacchetto nero per l’immondizia. Svuoto tutti i posacenere.

E’ maledettamente faticoso, soprattutto dopo essere stato così bene.

Il dover subire tutti questi odori, il dover mettere le mani negli avanzi è disgustoso.

E’ interessante pensare che tutto quello che di c’era di bello  si è trasformato in qualcosa di ributtante, che tutto ciò che ha dato gioia e appagamento ora sia qualcosa da allontanare e al quale preferirei non pensare.

Il lavoraccio è finito. Tutto è a posto adesso. Mi dirigo di nuovo al mio divano per sedere un po’ e riposare. Ho dimenticato l’ultimo posacenere…c’è la sigaretta che fumavo prima che è ancora parzialmente accesa, non l’ho spenta a dovere, forse.

La guardo, è l’ultima cosa viva di questa bella serata, un’ultima carrellata sulla stanza, prendo la cicca ancora fumante e la spengo. Poi svuoto il posacenere nel grande sacchetto nero. Non c’è più nulla ora.

Adesso è davvero tutto finito.

Sorseggio la mia camomilla e vado a dormire.

Stanotte voglio dormire un sonno perfetto.

Mi sdraio nel mio letto, mi rilasso…non appena sto per addormentarmi un colpo di tosse mi scuote…

…non avrei dovuto fumare quella sigaretta sul divano.

Probabilmente non organizzerò neanche più feste a casa mia…

...è troppo faticoso mettere a posto.

 

postato da: Werewolf75 alle ore 22:10 | link | commenti (8)
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domenica, 15 ottobre 2006

Storia di un cavaliere errante

 

Un cavaliere, nel suo giro quotidiano nel bosco, udì il rumore di una carrozza.

Incuriosito seguì quel rumore e si imbattè in uno splendido cocchio, finemente ornato con oro e argento.

 Dalla finestra del cocchio vide il volto di una meravigliosa principessa che scambiò in modo sfuggevole il suo sguardo lasciandolo letteralmente folgorato.

Il cavaliere si innamorò perdutamente di quella principessa e decise di farla sua moglie.

Per giorni la cercò, viaggiò senza sosta per numerosi paesi, chiese informazioni a centinaia di persone, finchè riuscì a scoprire dove alloggiava la sua bella.

Alla fine di un lungo viaggio finalmente la trovò, era rinchiusa nella torre di un piccolo castello nascosto tra i boschi.

“Oh, mia principessa, ho viaggiato per settimane, ho affrontato pericoli e avversità per giungere fino a te e dichiararti il mio amore”

“Temerario cavaliere, la mia mano sarà tua se attenderai qui davanti a me per tre giorni e tre notti senza muoverti, dammi questa prova d’amore e sarò tua”

Il cavaliere, mosso da tutto ciò che provava per lei, accettò la sfida, si inginocchiò a si mise ad aspettare che quel tempo passasse per coronare il suo sogno.

In quei freddi giorni piovve, nevicò, il cavaliere fu divorato dagli insetti, fu attaccato da animali selvatici, ma non si mosse…

La principessa, dall’alto della sua torre, lo guardava consumarsi lentamente, addolorata di quanto stesse accadendo.

Allo scadere del terzo giorno il cavaliere a malapena si reggeva in piedi, era febbricitante, affamato e assetato ma resisteva.

La prova era quasi superata, quando, all’albeggiare del terzo giorno il cavaliere si alzò e zoppicando andò via lasciando la principessa e abbandonando in quel luogo ogni speranza di poter coronare ogni suo sogno d’amore.

 

Questa strana storia è dedicata a tutti coloro che convivono quotidianamente con un sogno e che preferiscono nasconderlo piuttosto che affrontarlo e vederlo sfumare.

A volte è meglio vivere della felicità che l’immaginazione può regalare che affrontare una realtà avversa o irraggiungibile.

postato da: Werewolf75 alle ore 19:15 | link | commenti (13)
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domenica, 08 ottobre 2006

Elogio dell’Impossibile

(Un saluto a tutto ciò che non è stato, uno a ciò che non è ed uno a ciò che non sarà mai)

 

Torno a scrivere su questo blog, abbandonato per qualche giorno. Non è stato tempo perso…mi sono misurato, ho scoperto che esistono dei limiti.

Arriva un punto nella vita in cui non potrai mai più diventare un campione di tennis, uno in cui è inutile andare all’università, un altro in cui è inutile mettersi a dieta.

Tutto questo mi porta alla conclusione che alla fine il mio più grande, ma silenzioso ed invisibile nemico è il tempo.

“Tempus fugit” dicevano i latini, “chi ha tempo non aspetti tempo” dicono altri, ma tutti i proverbi o frasi che parlano di questo non possono che convergere su di un solo concetto: esiste un tempo per tutto, superato il quale non è più possibile fare determinate cose.

Poco importa che si scopra troppo tardi che sarebbe stato bello fare una cosa, dare il via ad una attività o frequentare quelle o quelle altre persone…ormai non è più possibile.

Discorso analogo riguarda gli errori, probabilmente sarebbe stato meglio NON fare determinate cose, non seguire, ascoltare o frequentare altre persone, ma ormai si è fatto e non ci si può più ricredere o tornare indietro.

Ma esiste un’altra condizione…forse la più crudele di tutte…è quando ti confronti con qualcosa che non è mai esistito prima, che ad un tratto si porta alla tua attenzione, nasce, ma poco puoi fare...hai superato i limiti, sei fuori, non hai speranze, non ce la farai mai.

Non esiste denaro che possa comprare questo qualcosa, non esiste modo in cui tu possa accederci, puoi solo stare lì, fermo, immobile e sognare…

Sognare di poter fermare il tempo, tornare indietro, raccogliere tutti i pezzi che hai sanguinosamente perso per strada e vivere questo qualcosa che altro non è che una situazione metafisica, irreale ed onirica.

Pochi attimi di intense ed effimere sensazioni, finite le quali non puoi che aprire gli occhi e confrontarti col grigiore della realtà e col senso di impotenza, mostruoso figlio di madre meravigliosa.

Ed ecco che ti tocca ricominciare a cibarti di quella che è una tiepida ed insipida minestra, a confronto di quel gustoso ma irraggiungibile manicaretto.

Non posso fare a meno di ricordare il pianista sull’oceano, che preferisce rimanere a morire sulla sua nave piuttosto che scendere e vivere in un mondo in cui non è in grado di stare.

E’ così…ognuno di noi ha la sua nave dalla quale non può scendere, può sognare di farlo, può immaginare teneri momenti con la sua amata, ma non è possibile…è un mondo ed un tempo che non gli appartiene.

Stiamo con lui, aspettiamo che la miccia dell’esplosivo finisca e che con essa vadano via tutti i nostri dolori, tutte le nostre aspettative mancate, molti dei nostri sogni di felicità.

Ma prima che tutto ciò accada, prima che ogni nostra memoria possa essere cancellata dallo scoppio, regaliamoci l’ultimo momento di gioia, anche se fittizia.

Accendiamo l’ultima sigaretta, guardiamola, è perfetta…avviciniamo lentamente la fiamma alla sua estremità, sentiamo il calore che emette…l’odore che emana, creiamo il buio affinchè possa rimanerci impressa tutta la sua luce e aspiriamo le ultime ma intense boccate gustando a fondo il suo sapore.

Mentre ciò accade la nostra mente viaggerà, creerà quelle situazioni tanto desiderate ma mai vissute fino a poterle sentire con mano…sentiremo gli odori, il gusto, potremo per un attimo ammirare i colori di quella fantastica ucronia.

Il respiro si fa affannoso, il cuore sembra saltare fuori dal petto e le lacrime sgorgano spontanee…sono le più amare mai versate…non credevo esistessero lacrime così…

Manca solo un centimetro di quella miccia, poco tempo…c’è solo il tempo per gli addii.

Ancora una volta il tempo è mio nemico.

…ti saluto mio sogno, con questo se ne va un breve ma intenso attimo di gioia che non provavo più da tempo…

…continuerò a guardarti da lontano…elogiando tutto ciò che è stato e non potrà mai più essere…sono morto…di nuovo…

 

 

postato da: Werewolf75 alle ore 00:18 | link | commenti (5)
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venerdì, 22 settembre 2006

Da domani smetto

 

Un giorno ho cominciato a fumare e non riesco a ricordare come sia successo.

So che è bello, che mi rilassa, che mi piace…è una pausa dal mondo circostante, è un momento tutto per me in cui scordo tutto il brutto che mi circonda. Ora non posso più farne a meno. Ogni momento è buono per una sigaretta, la voglia ti coglie all’improvviso, quando non te lo aspetti, mentre sei impegnato a fare qualcosa di importante.La tua soglia di attenzione si abbassa, l’unica cosa che puoi fare è fermarti e dedicare qualche istante a quella sigaretta.

Anche quando apparentemente non ci pensi in realtà è lì…che ti aspetta…è una presenza costante.

Da una parte ti irrita l’essere così schiavo, dall’altra sei felice, brevi e intensi attimi di gioia…

Sai anche che è sbagliato, può fare molto male e se non conduce a gravi conseguenze comunque ne risulterai inficiato in qualche modo, ma è bello…non puoi smettere.

Molti ti dicono che non è il caso, tanti più te lo diranno, ma tu sei lì, determinato a continuare, del resto non lo fai neanche razionalmente, lo fai e basta.

Mamma ti rimprovera di non fumare, soprattutto in camera da letto, nel frattempo papà ti guarda sorridendo (solidarietà…ci sarà passato anche lui? O forse per lui non è così importante…).

I giorni passano inesorabili e la quantità di sigarette aumenta e tu neanche te ne accorgi, sei preso da altro, ma tu, nel bene e nel male, continui, nulla ti distoglierà dal fumare.

Dovrei smettere, lo so. Forse ci riesco.

Provo a pensare alle motivazioni, mi piace andare a fondo alle cose.

L’unica cosa che posso dire è che un giorno sei tranquillo, non pensi a nulla, pensi che niente possa capitarti e d’un tratto qualcuno ti porge la sigaretta, tu la accetti con un sorriso e ne scopri il gusto, dando il via a qualcosa che difficilmente potrai controllare.

Il trucco è questo…qualcosa che si presenta in modo anonimo, inoffensivo, all’inizio la ignori, si fa sempre più spazio nella tua vita fino a quando non la assorbe completamente.

 

Mai rimanere senza.

Se capita che tu non possa fumare per troppo tempo sei nervoso, non fai che pensare alla sigaretta, ti fai mille motivazioni ma ciascuna di esse non potrà che ricondurti lì, a quel piccolo ed esile rotolino pieno di profumato tabacco.

 

E’ insostituibile.

Ci sono tante sigarette in commercio, di ogni forma, di ogni sapore e di tante marche diverse, ma tu ne vuoi una in particolare, possono offrirtene delle altre, puoi accontentarti di una diversa, ma nulla potrà sostituire la tua e fino a quando non avrai quella che vuoi continuerai a fumarne nervosamente tante,ma non sarai mai pienamente soddisfatto.

 

Condiziona le tue scelte.

Cercherai posti dove tu possa fumare, eviterai quelli dove la sigaretta non è bene accetta, non importa quanto bello possa essere un posto, se non puoi fumare è inutile andarci.

 

C’è ben poco da fare…la sigaretta è lì, immobile, tu le ruoti intorno.

 

Da domani smetto.

Devo smettere.

Non dico che non ne valga la pena.

Anzi.

Ma è un peso troppo gravoso per me.

Ho sempre lottato per essere libero.

Ora non lo sono più.

Forse ce la farò…ma questa volta ci credo poco.

 

 

 

 

 

 

postato da: Werewolf75 alle ore 13:14 | link | commenti (23)
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martedì, 19 settembre 2006

MAI COME VOI / 2

…questa volta il lupo si è ferito, non stava combattendo, in quella situazione non gli sarebbe successo nulla. Passeggiava tranquillo, incurante, felice, ed è stato colpito.Non è una ferita grave, brucia un po’, rende difficoltosi i movimenti.Gli ricorda che non è invincibile, gli ricorda che è comunque sempre guerra, che non può mai abbassare la guardia.Il lupo è contento, in fondo la passeggiata è stata bella, ne è valsa la pena. Ma sono lussi che il lupo non può permettersi. Mai. Il lupo non può passeggiare, non può sorridere, non può distrarsi. Il lupo deve camminare solo, guardarsi intorno, essere sempre pronto a combattere. E’ la sua natura, non può opporsi ad essa. Il lupo è guerriero. Non c’è pace per il lupo. Ora un po’ zoppicante si dirige col muso basso verso la sua grotta.  Intorno a lui solo silenzio, il cielo stellato e l’impervio bosco. Il lupo camminando ricorda quando era ancora cucciolo e giocava con gli altri lupetti imparando a combattere, non sapeva cosa lo aspettava, pensava che sarebbe stato più facile. La grotta è vicina….sempre più vicina…il lupo entra nella sua dimora.  Si guarda intorno, è calda, accogliente, è casa sua. Ha deciso di rimanerci per un po’, non gli va di farsi vedere così dagli altri animali. Il lupo si accuccia, posa la testa sulle zampe anteriori, tira un grosso sospiro e chiude gli occhi lucidi. Il respiro è sempre meno affannoso, il corpo del lupo si gonfia e si sgonfia sempre più lentamente. Di tanto in tanto lecca la sua ferita, non può fare altro, nessuno gliela fascerà, nessuno farà in modo che guarisca, nessuno lo ha mai fatto…

il lupo è abituato.

Il lupo si addormenta e sogna. Sogna di non dover combattere più, sogna di poter passeggiare liberamente senza porsi il problema di essere attaccato, sogna di essere parte di un branco, sogna.

Il lupo si sveglia, questa volta aprendo gli occhi scopre che durante il sonno la sua ferita è stata medicata e girando lo sguardo vede qualcuno che ha vegliato su di lui.

 Il lupo tornerà presto a dominare il suo bosco, più forte e sicuro di prima.

E questa volta deve ringraziare qualcuno…

 

“Il Re è Tuo”, te lo porgo volentieri. Ti sono grato.

 

postato da: Werewolf75 alle ore 06:41 | link | commenti (8)
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lunedì, 18 settembre 2006

MAI COME VOI

(Tre allegri ragazzi morti)

Non saremo mai come voi
Non saremo mai come voi, siamo diversi
Puoi chiamarci se vuoi
Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
Non saremo mai come voi
E i miei amici come me
Che parlano ai cani randagi
E che sanno ascoltare gli uccelli
E avremo ali, come quelli
E becchi forti per grattare
Dove le vostre bugie sono più deboli (deboli)
Non ci provare
Non ci provare ad entrare nelle nostre vite
Non ci provare
Non ci provare che finisce male
Non saremo mai come voi
Non saremo mai come voi, siamo diversi
Puoi chiamarci se vuoi
Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te

Ma ricorda noi…
Ma ricorda noi…
Ma ricorda noi…
Ma ricorda noi
Non saremo mai come voi
Non saremo mai come voi, siamo diversi
Puoi chiamarci se vuoi
Puoi chiamarci se vuoi ragazzi persi
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te
La vita lontana da ogni cliché
Cercala è dentro di te

Ma ricorda noi…

...rasserenante mediocrità...

Uno specchio....gli altri....ma non è uno specchio normale. Questo non riflette solo la tua immagine reale, ma anche quella potenziale, quella che tutti si augurano, quella che tutti vorrebbero vedere.E tu ti ci confronti, decidendo quanto somigliare a questa.Togli quell'orecchino che ti piace tanto, tagliati i capelli, frequenta persone a te adeguate, trovati una fidanzata, vai in chiesa la domenica...oppure paga il duro prezzo della tua libertà.Questo prezzo consiste semplicemente nell'essere considerato al pari di un animale da zoo, un qualcosa di interessante da guardare ma da tenere a debita distanza perchè forse pericoloso, responsabile di quanto forse non ha neanche fatto.Oggi accettiamo di tutto, pronunciamo alti discorsi sulla tolleranza, i nostri poltici legiferano a favore di extracomunitari, tossicodipendenti, minoranze.L'essenziale è che si tengano a debita distanza dalla vostra abitazione. Mussolini è ancora vivo, il fascismo è una realtà più presente di quanto comunemente non si voglia ammettere, ma tutto si è evoluto.Ora è latente...non lo si ammette ma lo si alimenta.E tu, che cerchi di vivere la tua esistenza in modo libero, sinceramente, senza alcuna forma di malizia sei additato, accusato e condannato senza processo per reati che non hai neanche commesso.Ma non fa nulla....sei utile....sei utile alla gente "perbene" per essere il capro espiatorio delle proprie mancanze, della propria mediocrità.La stessa medicorità tanto ricercata negli altri, non perchè interessante, stimolante o vitale, ma solo perchè più rasserenante.Tutti sono capaci di confrontarsi con quello che riescono a gestire, quindi molto meglio avere a che fare con un festoso cucciolo di cane che con un lupo mannaro.Sarai più sicuro di vincere.E se il lupo mannaro bussa alla tua porta non aprirgli, ma non cacciarlo neppure(probabilmente non ne avresti nenche il coraggio). Potrà esserti utile per scaricargli addosso senza alcun ritegno ogni tua mancanza, ogni responsabilità, e se per sbaglio il giorno dopo il tuo canarino muore di vecchiaia, la colpa sarà comunque di quell'odioso essere che ha violato l'uscio di casa tua.

Non finisce qui.....

La gente impara....

La gente ha imparato anche ad evocare lupi che neanche esistono in presenza di propri problemi, solo per poterli alienare e non assumersene la responsabilità.

A noi non resta che continuare a specchiarci, con la consapevolezza che non saremo mai come gli altri ci vogliono, non potremmo in alcun modo.....

Buonanotte Lilith, bella e oscura Dea, stasera hai rabbuiato il nostro mondo un pò di più, ma hai fatto bene...è giusto rendere le cose più consone alla propria natura....a qualunque costo....e non importa quali e quante siano le tue innocenti vittime...l'unica cosa che importa è che tu possa dormire tranquilla....

 

postato da: Werewolf75 alle ore 02:40 | link | commenti (5)
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